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Tax Credit sanificazione e acquisto dispositivi di protezione individuale: dall'Agenzia delle entrate ulteriori chiarimenti di prassi

3 settembre 2020
L'Agenzia delle entrate con un circolare di agosto (Circolare Agenzia delle
Entrate del 20/8/2020 n. 25/E, paragrafo 3.2) ha fornito una serie di
chiarimenti fra cui anche due risposte a quesiti sul credito di imposta per
le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro e l'acquisto di
dispositivi di protezione, disciplinato dall’articolo 125 del Decreto
Rilancio che si riportano di seguito.



* Ai fini dell’individuazione dei «Protocolli di regolamentazione
vigenti» è necessario, in primis, fare riferimento alle indicazioni
contenute nel Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il
contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli
ambienti di lavoro, sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti
sociali, i cui contenuti sono trasfusi nell’allegato 12 al decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri 17 maggio 2020, ovvero in ulteriori
protocolli, anche a carattere territoriale, sottoscritti dagli esercenti
attività d’impresa e dagli enti territoriali, secondo le indicazioni ivi
contenute temporalmente vigenti alla data di esecuzione degli interventi.

Sarà, dunque, cura degli operatori professionisti della sanificazione (o
delle imprese che svolgono in proprio la predetta attività di sanificazione)
predisporre una certificazione che attesti che le attività poste in essere
siano coerenti con quanto indicato nel predetto protocollo e, perciò,
finalizzate ad eliminare o ridurre a quantità non significative la presenza
del virus che ha determinato l’emergenza epidemiologica COVID-19.



* per attività di sanificazione, in considerazione della ratio legis
del credito d’imposta, deve intendersi un’attività finalizzata ad eliminare
o ridurre a quantità non significative la presenza del virus che ha
determinato l’emergenza epidemiologica COVID-19.

In termini generali, l’ordinaria attività di pulizia degli impianti di
condizionamento non rientra tra quelle di «sanificazione», così come
qualificate dalla circolare n. 20/E del 10 luglio 2020.

Di contro, le spese di pulizia degli impianti di condizionamento, diverse
da quelle sostenute per le ordinarie prassi di manutenzione degli impianti e
dei relativi filtri (ad esempio pulizia/sostituzione stagionale come sopra
citata), finalizzate ad aumentare «la capacità filtrante del ricircolo»
attraverso, ad esempio, la sostituzione dei «filtri esistenti con filtri di
classe superiore, garantendo il mantenimento delle portate», mantenendo
livelli di filtrazione/rimozione adeguati, possono rientrare tra quelle di
cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 125 del Decreto, rilevanti ai fini della
determinazione del credito d’imposta di cui all’articolo 125 del Decreto.

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