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"Decreto Crescita": Cna Installazioni e impianti chiede l’abolizione dell’articolo 10

10 maggio 2019
Il Decreto Crescita in vigore dal 1° maggio contiene all’articolo 10 la possibilità da parte dell’operatore di scontare direttamente in fattura il 50%, ovvero l’aliquota prevista dalle detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici al cliente.


“L’articolo di legge prevede la possibilità – spiga il Presidente Cna Installazioni e Impianti La Spezia Davide Mazzola -, per il soggetto che ha diritto alle detrazioni, di poter optare, al posto del loro utilizzo diretto, ad un contributo anticipato di pari importo come sconto su quanto dovuto all’impresa che effettua l’intervento di riqualificazione energetica o di adozione di misure antisismiche, che viene rimborsato a quest’ultima come credito di imposta da usare in compensazione in cinque quote annuali. In pratica con questa procedura si scarica direttamente sull’impresa gran parte dell’onere finanziario derivante dal costo dell’intervento. Si tratta di una misura opzionale ma è pur vero che il cittadino, davanti alla possibilità di utilizzare le detrazioni, il cui importo può scontare in dieci anni o di poter usufruire della stessa somma tutta e subito, non potrà che scegliere la seconda opzione”.

“Data l’estrema pericolosità per le nostre imprese di quanto previsto all’art. 10 – prosegue Mazzola -, unitamente alla Cna nazionale chiediamo l’abrogazione dell’articolo valutandolo estremamente pericoloso per le imprese del settore. Abbiamo informato e sensibilizzato su questo tema i Parlamentari del nostro territorio e speriamo che la nostra richiesta trovi la dovuta attenzione.
Questa misura, apparentemente semplificatoria, se confermata nella conversione in legge del decreto, manifesterà nei fatti la propria aleatorietà rischiando anche di alimentare una domanda che non potrà essere soddisfatta dal mercato. La struttura portante del mercato italiano – conclude il Presidente Cna Installazioni e Impianti La Spezia - è costituita da migliaia di piccole e medie imprese con una capienza fiscale che esaurirebbe in pochi interventi la propria possibilità di “anticipare” al cliente lo sconto del 50%. Si tratta di un comparto peraltro già tartassato dall’iniqua ritenuta d’acconto dell’8% sui bonifici bancari e postali per ecobonus e bonus casa”.

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