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Nautica da diporto, CNA: “Il 2018, anno eccezionale"

Maggiani: "Alla Spezia crescono i servizi dedicati alla nautica, troviamo maggiori spazi a queste imprese"

3 giugno 2019
“Per il secondo anno consecutivo CNA La Spezia ha organizzato uno dei sei focus nazionali che hanno contribuito alla messa a punto del rapporto del settore della CNA – spiega la Presidente Cna La Spezia Federica Maggiani -, giunto ormai alla sua settima edizione e diventato un vero e proprio punto di riferimento. Partire dalla Spezia è stata una scelta non casuale e bastano due assunti contenuti dello studio a spiegarne il perché: il “2018 è un anno effervescente e veloce” per la nautica sempre più di difficile confinamento in un settore o in una filiera. Chi meglio della Spezia può rappresentare tutto questo? Da una parte ci sono i grandi cantieri e basta guardare verso il levante città per rendersene conto. Realtà che acquisiscono commesse sempre più importanti, pensiamo a Baglietto, che peraltro ha contribuito alla ricerca con un’intervista, e a Sanlorenzo, con la nuova sede e il processo di acquisizione di altri cantieri nella zona apuo- versiliese. Dall’altra il settore è anche molto altro: sono servizi legati all’armatore con aziende di eccellenza nella motoristica, impiantistica, tappezzeria, falegnameria, ma sono anche servizi ai diportisti con porticcioli e porti turistici, darsene, approdi e Marine Resort. Da alcuni anni, inoltre, cresce costantemente la nautica dedicata al turismo, come la locazione ma soprattutto il noleggio di imbarcazioni, dalla vela, al tipico gozzo, ai gommoni, in grado di offrire vere e proprie esperienze a chi sceglie la nostra costa, dalla pesca all’aperitivo al tramonto. Senza ovviamente dimenticare le scuole nautiche, indispensabili a chi va per mare.

E proprio la nautica legata ai servizi riesce nella nostra provincia – prosegue Maggiani -, in controtendenza con il dato nazionale, a stare al passo con il trend positivo della cantieristica che da altre parti invece registra performance migliori.

Dovremo quindi puntare di più sulla nautica di servizio perché è proprio su questa che la territorialità gioca un ruolo più forte. E’ innegabile che la crescita del settore turistico legato in specie alla Cinque Terre abbia avuto un effetto trainante per il rafforzamento e la nascita di nuove attività, non è però ancora il momento di gridare vittoria. Sui servizi legati alla nautica c’è ancora molto da fare – conclude la Presidente CNA La Spezia -, partendo innanzitutto dalla consapevolezza e la conoscenza, di quante persone vi operano, è necessario trovare risposte a domande stringenti come il bisogno di spazi a mare nel Golfo, nuovi ormeggi alla Cinque terre, il ripensamento e la modifica di alcune normative come il regolamento dell’Area marina Protetta, che deve accompagnare la crescita qualitativa delle imprese esistenti e un nuovo piano della nautica del Parco del Magra”.

Il VII Rapporto Cna Produzione e Nautica

“Il 2018, un anno eccezionale”. Questa, in sintesi estrema, la fotografia scattata alla nautica da diporto italiana dalla CNA.

L’anno scorso il settore ha registrato un incremento produttivo del 14,2%, contro il risicato +0,9% messo a segno dall’intero comparto manifatturiero. Uno scarto confermato da un’analisi a più lungo termine: tra il primo trimestre 2015 e il quarto trimestre 2018 la produzione in termini cumulati della nautica da diporto è cresciuta del 43,6% a fronte del +7,1% della manifattura. A rilevarlo il settimo Rapporto CNA su “Dinamiche e prospettiva di mercato della filiera nautica da diporto”, che viene presentato oggi a Viareggio alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, politici, esperti del settore, imprenditori e dirigenti della CNA.

A contribuire all’impennata produttiva della nautica le richieste dall’estero per questi gioielli del Made in Italy. Le esportazioni di imbarcazioni diportistiche e sportive dal nostra Paese l’anno scorso sono aumentate, in valore, del 7,9% rispetto al 2017, per un giro d’affari di 1,8 miliardi. Numeri che valgono una fetta del commercio globale pari al 17% e il primato mondiale davanti a Olanda, Usa e Germania (dati 2016). Le Americhe si assicurano oltre il 46% delle esportazioni italiane, davanti ai Paesi europei che ne assorbono intorno al 40%.

La ripresa dell’ultimo quadriennio ha permesso alla nautica italiana di avvicinarsi ai livelli pre-crisi. Fatta cento la produzione del 2008, a fine dicembre 2018 era a quota 93,5 (scontando quindi una perdita del 6,5%) dopo essersi ridotta di oltre il 50% nel 2011. Il settore non è riuscito a riprendersi per lungo tempo, fiaccato da interventi fiscali restrittivi e punitivi, per riavviarsi, si spera definitivamente, a partire dal 2014.

Ma come si può consolidare e irrobustire questa ripresa, frutto finora esclusivamente delle capacità imprenditoriali italiane, anche per evitare che i venti freddi che si sentono soffiare sull’economia possano penalizzare nuovamente il comparto? Per CNA Nautica servono politiche che favoriscano le imprese, esistenti o potenziali, nelle aree vocate. Interventi, quindi, che puntino a incrementare strutture e servizi dedicati; a superare il sotto-utilizzo delle aree demaniali; ad azzerare i conflitti di competenza tra i diversi soggetti istituzionali; a rendere più omogenee normative e tariffe sul territorio nazionale. A integrare queste politiche servono interventi orientati a incrementare la competitività di artigiani, piccole e medie imprese, ossatura del comparto nautico come dell’intera struttura produttiva italiana. In particolare, per CNA Nautica, sono necessari interventi sulla formazione, sul credito, sugli aiuti agli investimenti e di sostegno alle reti e ai processi aggregativi delle imprese.



Link servizio TV sull'evento
https://www.youtube.com/watch?v=-iB8YCU_Lq4

LINK VII Rapporto CNA Produzione nautica
https://www.cna.it/wp-content/uploads/2019/05/RAPPORTO-NAUTICA-2019_DEFINITIVO.pdf

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