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Le proposte di CNA per un fisco equo e leva per la crescita

20 settembre 2019
Ridurre la tassazione sul reddito delle imprese personali e sul lavoro autonomo, rivedere l’Irpef su autonomi e imprese personali, anticipare dal 2019 la piena deducibilità dell’Imu sugli immobili strumentali, aumentare la franchigia Irap almeno a 30mila euro, rivedere i criteri per i valori catastali, agevolare il passaggio generazionale delle imprese individuali, evitare di spostare sulle imprese gli oneri dei controlli attraverso l’uso intelligente della fatturazione elettronica. Sono le proposte della CNA per un fisco equo e sostenibile per piccole imprese e artigiani, che sia anche leva per la crescita e lo sviluppo contenute nel sesto rapporto annuale Comune che vai, fisco che trovi presentato nella sede della Confederazione a Roma alla presenza di esponenti del governo e del Parlamento.

Dai rappresentanti delle forze politiche è arrivato un generale e sincero apprezzamento per il Rapporto annuale dell’Osservatorio permanente della CNA sulla tassazione delle Pmi che si afferma sempre più come uno strumento unico nel suo genere, capace di offrire una analisi dettagliata a livello territoriale sul sistema fiscale italiano e con una minuziosa e scientifica misurazione dell’andamento del prelievo di tasse e contributi, nazionali e locali.

“La nostra autonomia ci consente di presentare le nostre proposte a qualsiasi governo”, ha dichiarato il presidente della CNA, Daniele Vaccarino, nelle conclusioni. “Il primo obiettivo è ridurre il peso delle tasse. Siamo disponibili al confronto e siamo consapevoli delle difficoltà del Paese ma le nostre imprese sono in sofferenza ormai dal 2008”. Vaccarino ha fatto un riferimento anche agli Isa ribadendo la richiesta di una messa a punto prima di essere impiegati: “Non vorrei che si mettesse in moto un meccanismo simile ai rating delle banche in cui un algoritmo decide tutto”.

Sergio Silvestrini, segretario generale della CNA, ha sottolineato l’esigenza di intervenire sul fisco ma ha messo in risalto che per “far ripartire l’Italia” è necessario aprire “una stagione in cui si superi la logica degli interventi emergenziali e scoordinati” e si definisca “un progetto di sviluppo del Paese per i prossimi anni individuando obiettivi e drivers di sviluppo”.

Poi si è rivolto ai rappresentanti della politica: “A ogni cambio di governo – ha affermato – si riaccende in noi la speranza dell’avvio di una stagione nuova tra contribuenti e fisco. Una stagione improntata alla trasparenza, alla semplicità, alla stabilità delle regole e soprattutto alla ragionevolezza del prelievo”.

Nel vivace e interessante dibattito, il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, ha riconosciuto che è “ragionevole anticipare da subito la piena deducibilità dell’Imu sugli immobili strumentali, come capannoni e laboratori”. “Ne parlerò con il ministro: non sono io in condizione di dire si farà o non si farà”. Misiani ha quindi confermato che il programma del nuovo governo prevede di non far aumentare la pressione fiscale. E nel triennio “vogliamo costruire un significativo intervento di riduzione del cuneo fiscale e anche interventi relativi all’imposizione sulle imprese che stiamo studiando e valutando”.

L’ex viceministro Massimo Garavaglia ha rilevato che “il rapporto di CNA è molto interessante e mostra l’inversione di tendenza nella tassazione sulle imprese”. Anche Garavaglia è favorevole ad anticipare nella prossima legge di bilancio la piena deducibilità dell’Imu.

La fiscalità sulle imprese è “un elemento fondamentale e occorre la massima attenzione anche sulla qualità della tassazione”, ha indicato Carla Ruocco, presidente della Commissione finanze della Camera. “Dobbiamo incentivare le imprese in regola con il fisco”, ha aggiunto, elencando alcuni interventi come “salvaguardare il principio di cassa, rettificare lo split payment e gli Isa”.

“L’Osservatorio di CNA è uno strumento straordinario”, ha sostenuto Sestino Giacomoni, vice presidente Commissione finanze della Camera che si è soffermato sulle priorità: deducibilità al 100% dell’Imu sui capannoni dal 2020, blocco delle tasse a livello locale, estendere il sistema forfettario fino a 100mila euro di reddito.

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