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Isa incongruenti con scappatoia nelle annotazioni

27 settembre 2019
Ultimi controlli sugli Isa, Indici Sintetici di Affidabilità. Gli operatori sono alle prese con l’analisi del risultato finale elaborato dai software al fine di orientare Ie decisioni finali. Si fa strada un diffuso utilizzo del quadro annotazioni, che pur non risolvendo alla radice le incongruenze riscontrate nel funzionamento dell’applicativo, consente per lo meno di spiegare i numerosi problemi rimasti irrisolti.
E’ questo lo scenario operativo a quattro giorni dalla prima scadenza utile per i contribuenti che hanno beneficiato della proroga in quanto “soggetti Isa”. Rimane, comunque, Io si ricorda, anche la possibilità di usufruire di un ulteriore differimento al 30 ottobre, con la maggiorazione dello 0,4% per coloro i quali dovessero necessitare di maggior tempo per concludere le ultime operazioni.
Le elaborazioni Isa di questi giorni, resesi necessarie un po' per tutti, per tener conto dell’aggiornamento del software (l’ultima — versione 1.07- risale al 30 agosto scorso), continuano comunque a evidenziare alcune importanti problematiche di carattere operativo. Tali difficoltà sono imputabili principalmente al riscontro di diffusi risultati con punteggi Isa particolarmente depressi, pur al cospetto di ricavi e marginalità operative di tutto rispetto.
In altri casi la complessità è il frutto della presenza di alcuni indicatori specifici di anomalia che si originano anche in condizioni contabili ed economiche assolutamente fisiologiche e per nulla anomalie.

Il coefficiente individuale
Molti dei problemi pratici, in alcuni contribuenti sono dovuti alla presenza del cosiddetto “coefficiente individuale” positivo. Il software Isa, infatti, considera fra gli elementi fondamentali per il calcolo delle varie posizioni anche il cosiddetto “coefficiente individuale”. Si tratta di un parametro destinato a tradurre in termini statistici l’andamento del comportamento economico individuale del singolo contribuente negli otto anni precedenti (2010-2017).
Tralasciando i tecnicismi legati alle formule matematiche e statistiche, è utile evidenziare, infatti, che nella valutazione dell’affidabilità del contribuente il software Isa tiene conto anche delle serie storiche di alcuni
indicatori e dell’andamento degli stessi negli anni precedenti. Un coefficiente individuale positivo, se da un lato contraddistingue favorevolmente l’azienda “per il passato”, tende paradossalmente a elevare la stima dei ricavi e del valore aggiunto in relazione al periodo d’imposta 2018, avendo come effetto collaterale, spesse volte, quello di deprimere il voto Isa nell’annualità in questione. Questa e di fatto la spiegazione tecnica dei punteggi negativi (sotto sufficienza) maturati da alcuni contribuenti, specie in presenza di coefficienti particolarmente elevati.
In questi casi si consiglia di controllare fra i dati delle “precaricate” (ultima pagina del modello Isa stampato) l’entità delle percentuali attribuite dal software al coefficiente individuale, andando poi a spiegare la questione nel quadro annotazioni posto in calce al modello.
Le anomalie non risolvibili
Altro problema di carattere tecnico e legato al fatto che alcuni indicatori di anomalia, come detto, non sono risolvibili per il tramite dell’adeguamento.
Supponiamo, ad esempio, che un’impresa immobiliare di gestione si trovi al cospetto di un indicatore di anomalia legato ai costi residuali di gestione con un punteggio pari a 1, in presenza di tutti 10 negli indicatori elementari (ricavi, valore aggiunto e reddito per addetto).
Questo contribuente evidentemente non avrà mai accesso al premiale, poiché la sua media (voto finale) dei 4 indicatori presenti e irrimediabilmente inferiore a 8. Costui, infatti, non può adeguare i propri ricavi poiché lo specifico indicatore di anomalia legato ai costi residuali non è risolvibile per il tramite dell’adeguamento.
Ora, se l’indicatore come già analizzato sulle colonne di questo giornale dipende, ad esempio, dai cosiddetti costi fiscali legittimamente dedotti (rigo F23 modello Isa), si capisce che l’indicazione della circostanza del non corretto funzionamento dell’indice fornita nelle annotazioni potrebbe rappresentare una magra consolazione, poiché non va certo a risolvere il problema.

Le anomalie sul quadro A
Fra le diffuse anomalie non risolvibili con l’adeguamento dei ricavi ci sta anche quella relativa all’analisi dell’apporto di lavoro delle figure non dipendenti (quadro A, seconda colonna del modello).
L’indice di anomalia in questione scatta in presenza dell’indicazione nel modello Isa di una percentuale di apporto di lavoro prevista per ciascuna figura di addetto non dipendente (collaboratori familiari, familiari diversi, associati in partecipazione, soci amministratori, soci non amministratori) impiegato nell’attivit:21 d’impresa inferiore ad una determinata soglia stabilita dal software Isa.
Tale soglia varia in ragione della natura giuridica dell’impresa di appartenenza e in funzione del numero dei soci/collaboratori partecipanti. Molto spesso si verifica che la soglia presunta “pretesa” dal software e ben
più elevata di quella che si riscontra nella realtà, specie nelle ipotesi in cui l’addetto presti attività anche in altre compagini societarie o abbia un’altra posizione individuale attiva, generando così l’evidenziarsi dell’indicatore di anomalia che pure in questo caso deprime in maniera significativa il voto finale. Anche qui l’incongruenza va rilevata nel quadro annotazioni pur senza alcuna possibilità pratica di rimozione.

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