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Il Comitato CNA Impresa Donna La Spezia sostiene il Centro Antiviolenza Irene della Spezia

La cifra di 2250 euro è stata raccolta grazie alla consueta annuale cena sociale natalizia della CNA che quest’anno ha raggiunto la sua sesta edizione.

31 gennaio 2019
In questi anni la CNA ha dimostrato di saper rispondere all’appello della solidarietà scegliendo ogni anno un fronte diverso a cui destinare quanto raccolto.

“La cena di solidarietà è per la nostra associazione ormai una ricorrenza fissa - ha commentato la Presidente del Comitato Impresa Donna Cna La Spezia Cristina Poletti -. Quest'anno abbiamo raggiunto la sesta edizione e siamo riuscite a far diventare questo appuntamento una consuetudine. Torniamo alle origini destinando quanto raccolto al centro Irene perchè la violenza di genere è purtroppo un allarmante problema”.

“Cna Impresa Donna La Spezia fa parte della nostra Consulta Provinciale Femminile e abbiamo gradito l’invito e partecipato con piacere alla cena di solidarietà - ha aggiunto la Presidente della Consulta Eliana Bacchini - La violenza contro le donne è diventata un’emergenza quotidiana. Sono 26 anni che la Consulta è presente e al servizio dell’intero territorio provinciale, siamo contente si confermi quale spazio di confronto tra associazioni e realtà al femminile”.

“In questi anni la città ha fatto proprio il tema delle pari opportunità - ha aggiunto l'assessore Giorgi - il Centro antiviolenza viene ritenuto una priorità e il Comune ha la volontà di mantenerlo nonostante le difficoltà economiche proprie di un Ente. Qualsiasi aiuto è fondamentale e ogni risorsa può sostenere la vita quotidiana di donne e bambini che provano a realizzare un nuovo percorso di vita. Per questo ringraziamo la disponibilità delle imprenditrici della Cna per la cifra raccolta e devoluta. Stiamo lavorando alla creazione di una partnership con le imprese locali che riguardi la formazione interna e la conoscenza dei servizi a disposizione delle donne. Cerchiamo di sostenere qualsiasi percorso in grado di aiutare le donne vittime di violenze. Vorremmo riuscire a identificarle quali soggetti prioritari nell'assegnazione delle case popolari”.

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